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MODENA CITTÀ APERTA

dove
Modena
 
quando
tra il 22 e il 25 aprile 2010 - mostra fotografica aperta fino al 2 giugno
 
telefono
059-2033372
 
 
immagine modena città aperta

In occasione del 65º anniversario della Liberazione gli istituti culturali cittadini propongono una riflessione sul tema della protezione dei beni culturali dai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale

Il 12 marzo 1945 Adamo Pedrazzi, Direttore della Biblioteca Poletti e Reggente dell'Archivio storico, scrive nella sua Cronaca dell'occupazione nazi-fascista della città di Modena che ''vi sono persone che lodevolmente si sono preoccupate della incolumità del nostro patrimonio artistico ed edilizio e si sono adunate per fare voti che la città, almeno nel suo nucleo centrale, sia resa estranea alla contesa''.
Tra queste, oltre a Giulio Carlo Argan che si occupò della predisposizione del Piano di protezione delle opere d'arte in caso di bombardamento aereo fino dal 1935, dirigenti e funzionari pubblici meno conosciuti, si trovarono ad affrontare una situazione drammatica, non esitando a mettere a repentaglio la loro vita.
Nel 1945 Modena aveva già subito numerosi bombardamenti, con gravi perdite umane e importanti danni agli edifici e ai monumenti; per questo il Senato accademico dell'Università chiese che Modena venisse dichiarata città aperta, cioè senza attrezzature militari e postazioni difensive e quindi, risparmiata dai bombardamenti e operazioni militari.
L'iniziativa, purtroppo, non andò in porto e i bombardamenti continuarono fino all'ingresso dei partigiani in città il 22 aprile.